mercoledì 30 ottobre 2013

Recensione After Earth: Il pericolo è molto reale ma la paura è una scelta

“Il pericolo è molto reale ma la paura è una scelta”


E’ in questa frase che il generale Cypher Raige (Will Smith) dice al figlio Kitai (Jaden Smith), il tema centrale di questo controverso e a nostro avviso eccessivamente criticato film di M. Night Shyamalan.

Un mix tra space opera e scenari post apocalittici, con atmosfere tra Hunger Games ed Avatar. Gli umani, fuggiti alla Terra ormai inabitabile ed ostile, approdano in un pianeta i cui abitanti gli riservano una pessima accoglienza, creando esseri in grado di  percepire la paura degli umani usandola per distruggerli.

Smith padre è un valoroso generale, noto per la sua capacità di alienare da sé la  paura, che decide di intraprendere una missione soprattutto per recuperare il rapporto con il figlio Kitai (Jaden) compromesso dalla scomparsa della figlia / sorella.
Durante il viaggio, a causa di una tempesta di asteroidi sono costretti ad un atterraggio di emergenza sull'ormai disabitata ed ostile Terra e per poter lanciare l’allarme, è necessario recuperare un faro segnalatore caduto a 100 km da dove sono atterrati. 
Cyper, bloccato nell'astronave, incarica il figlio di recuperare il faro guidandolo telematicamente e aiutandolo a sconfiggere la paura.

Non un film che resterà alla storia forse, soprattutto perché ricalca molti luoghi comuni (rapporto padre assente / figlio insicuro, sconfitta della paura, terra devastata dall’incuria umana) senza aggiungere nulla di significativo.



Ma per le atmosfere, l’ottima regia e l’interpretazione dei protagonisti, è sicuramente consigliato agli amanti dello scifi.

I nuovi Kindle Fire HDX: Il Tablet

Amazon presenta la nuova famiglia di Tablet Kindle Filre: i nuovi Kindle Fire HDX 7", a partire da 229 EUR, e Kindle Fire HDX 8,9", a partire da 379 EUR.

I tablet Kindle Fire HDX offrono un hardware straordinario, l'ultima versione del sistema operativo Fire OS "Mojito" e funzionalità esclusive come Cloud Collections e altre. I nuovi dispositivi Kindle Fire HDX dispongono di schermo da 7'' o da 8,9'', processore quad-core da 2,2 GHz, batteria della durata di 11 ore e due altoparlanti stereo con audio Dolby Digital Plus.



 I nuovi tablet Kindle Fire sono ideali per il lavoro e il tempo libero e arricchiti con centinaia di novità. Sono sempre semplici da usare e permettono di accedere ai tuoi contenuti preferiti attraverso due modalità di visualizzazione, griglia o sequenza. Perfetti per lavorare ovunque tu sia grazie alla nuova e-mail, il nuovo calendario e a OfficeSuite integrato.


I nuovi tablet sono dispositivi super performanti: hanno aggiunto il più recente motore grafico, raddoppiato la memoria e triplicato la potenza di elaborazione utilizzando il più avanzato processore Quad-Core da 2,2 GHz. I nostri schermi HDX uniscono un'eccezionale risoluzione (fino a 339 ppi), una perfetta riproduzione dei colori sRGB, una migliore luminosità e un contrasto dinamico dell'immagine. A tutto questo si aggiunge una batteria che dura fino a 11 ore, che diventano 17 in caso di utilizzo per la sola lettura.

Persino il  tablet più grande, Kindle Fire HDX 8,9", è incredibilmente leggero. E' stato ripensato da zero il  design utilizzando un nuovo guscio composto da un pezzo unico in magnesio e una lega di vetro e nylon. Pesa solo 374 grammi, il 34% in meno rispetto al modello precedente.

I nuovi tablet Kindle Fire sono stati creati per il lavoro e il tempo libero e arricchiti con centinaia di novità. Restano comunque semplici da usare ed è possibile ora accedere ai propri contenuti preferiti attraverso due modalità di visualizzazione, griglia o sequenza. La nuova e-mail, il nuovo calendario e OfficeSuite integrato permettono di continuare a lavorare ovunque tu sia.
Applicazioni
Come sempre, tutti i Kindle Fire permettono di avere l'ampia selezione dei contenuti digitali di Amazon a portata di mano. Trova le applicazioni e i giochi che preferisci su App-Shop Amazon, scopri milioni di canzoni nel MP3 Store o acquista il tuo prossimo libro tra gli oltre 2 milioni di eBook disponibili nel Kindle Store.
In aggiunta a tutti questi miglioramenti, è stato fatto un ulteriore passo per rendere i tablet Amazon ancora più convenienti. Il nuovo Kindle Fire HD combina l'alta qualità dello schermo del modello precedente a un processore più veloce: il tutto a partire da soli 139€.

Amazon ha senz'altro lavorato con impegno per racchiudere un elevato livello di prestazioni, innovazione e grande attenzione al cliente in questi tablet. 

venerdì 18 ottobre 2013

“Dietro le pagine”, primo appuntamento: Francesco Formaggi racconta il suo esordio letterario

Si è aperta il 4 ottobre 2013 la rassegna letteraria “Dietro le pagine”, realizzata dal Teatro Remigio Paone in collaborazione con “La libreria di Margherita”.
Ospite del primo dei tre appuntamenti previsti è stato l’esordiente Francesco Formaggi: originario di Anagni, studi filosofici a Bologna, antica passione per la scrittura.
Nella suggestiva cornice romana che impreziosisce il foyer del teatro, il giovane ha presentato al pubblico formiano il suo primo romanzo, “Il casale”, noir incentrato sulla complessità dei caratteri e dei rapporti umani, fortemente inclinati al male, che l’autore ha definito come “una sorta di possibilità universale”.
La vicenda muove i suoi passi da un fatto sorprendente – la scoperta, da parte di Francesco, dei brutti alluci di Giulia, la sua fidanzata – e si snoda attorno ad un luogo (il casale del titolo) e ad una vicenda, la scomparsa di uno zio.
L’egoismo dei protagonisti si nasconde sotto maschere sociali che l’autore riesce a far cadere ingrandendo gesti e dettagli, proprio come con uno zoom fotografico perché, “come dice Bergson ne “Il riso”, se ingrandisco l’effetto posso vederne meglio la causa”. E il romanzo, da questo punto di vista, regala una grande libertà compositiva – ha sostenuto l’autore, richiamandosi a Milan Kundera – perché il romanzo nasce proprio con quella volontà di ironia, di “presa in giro del reale”, che ne rappresenta l’intrinseco valore. Intervallata dalle belle letture di Valentina Fantasia, la chiacchierata con Francesco Formaggi si è dunque trasformata in una densa riflessione sulla concretezza della narrativa (rispetto, ad esempio, alla speculazione filosofica) e sugli espedienti, anche tecnici, che rendono un romanzo potenzialmente interessante, come la capacità di far “sbattere” i personaggi tra loro e di farli evolvere dinamicamente.
Si continuerà a discutere di letteratura, nell’ambito della rassegna “Dietro le pagine”, con Alfonso Artone e il suo “Mondo senza tempo” domenica 22 dicembre 2013. Non mancate!
-Fonte:  http://www.forumnews.it/?p=10332#sthash.x0qt6QS6.dpuf

Di Notte ho scoperto le Stelle - di Benedetto Baldascino


Un adolescente diventa uomo rincorrendo le proprie emozioni.Queste, forza anarchica e dirompente che mai il protagonista riuscirà a gestire, sono il centro del romanzo d'esordio del giovane autore. 


Da fine giugno è in libreria , il nuovo libro scritto da Benedetto Baldascino, autore emergente di grosso talento.


Commento

Quando filosofia e teologia vengono sapientemente mescolate ai sentimenti, ne viene fuori un romanzo commovente e profondo. La trama è un artificio ben congegnato per introdurre temi quali l'amicizia, il perdono, la solitudine, l'amore. 

Il romanzo “Di notte ho scoperto le stelle” vuole essere un tentativo per comprendere che dietro eventi tragici, o dietro l’amore, può esserci molto più di un sentimento. C’è una storia: la nostra storia.
L’autore si racconta: “Da adolescente avevo una lista di cose da fare prima dei trent’anni. Raggiunti i venticinque, dopo alcuni anni di esperienza nel volontariato e dopo un’esperienza lavorativa, congelai gli studi in giurisprudenza alla Luiss e decisi di lasciare un mondo che non mi apparteneva per entrare in seminario, dove attualmente frequento il quinto anno di corso. Come un ramo che si spezza all'improvviso, un giorno decisi con consapevolezza di intraprendere questo nuovo cammino, e quel ramo ancora non ha toccato terra. Completati gli studi filosofici, durante il mio primo anno di studi teologici ho deciso di riprendere tra le mani quella lista fatta da adolescente, e c’era un sogno realizzabile, tra gli altri: pubblicare un piccolo romanzo che raccontasse una storia d’amore. Per questo motivo a gennaio del 2012 ho iniziato, dopo il mio trentesimo compleanno, a scrivere. Per alcuni aspetti è sottile la linea di demarcazione tra la mia storia e quella del protagonista, e scrivendo ho scoperto che alcuni tratti sono i miei e che il suo difetto più grande è anche il mio: un cuore capace di amare ma che fatica a lasciarsi amare completamente. “


Trama

La storia: vivere in bilico accettando ogni sfida, anche la più difficile, perché si vive di emozioni: questa è la vita di Vriël Stairinskij. Seguendo le sfide che gli vengono offerte, il protagonista decide di arruolarsi nella Confederazione nemica, ma lo stesso giorno della sua partenza scoppia la guerra e viene strappato dal suo passato per essere catapultato in una vita che non si aspettava. Dopo alcuni anni di addestramento, arriverà il giorno in cui incontrerà lei, Apricò, un’amica che darà un senso nuovo alla sua vita. Insieme vivranno 

emozioni non più forti, ma fragili. In quella fragilità Vriël comprenderà di aver cercato nella vita tutto, ma di aver perso molto. C’è un filo rosso tessuto nella trama della sua vita, in una maglia fatta di tradimenti, fallimenti e perdite dolorose. Tutto avviene quasi per caso, ma non è questo a guidare gli eventi. Conoscendo qual è il senso della propria vita, Vriël riuscirà a capire in che modo percorrerla, a quale andatura, su quali gradini poggiare il peso dei suoi passi. Dopo essere diventato pilota, imparerà a stare con i piedi per terra, ben poggiati sui gradini di un’esistenza instabile.

L’autore ha deciso di devolvere tutto il ricavato dei compensi e dei diritti d’autore aGenitin, l'associazione che si occupa dei neonati prematuri.

E' possibile acquistare direttamente il libro dall'Associazione, evitando il passaggio dalle librerie. Chiunque fosse interessato all'acquisto diretto può contattare l'Associazione inviando mail a fundraising@genitin.it

lunedì 14 ottobre 2013

La Scrittrice Silvana Sanna, recensisce "Mondo Senza Tempo" di Alfonso Artone

Silvana Sanna, Scrittrice, Autrice di vari romanzi tra cui, "Sul filo dei ricordi",  "la Notte del Pipistrello", "La Danza dei Lupi" , "Storie Moderne di Streghe, Fate e Folletti", ha recensito "Mondo Senza Tempo - il Segreto del Prescelto" di Alfonso Artone

Vi propongo le mie considerazioni sull’ebook di ALFONSO ARTONE intitolato “Mondo senza tempo: il segreto del prescelto”, un romanzo di fantascienza forse più adatto a dei ragazzi giovani che conoscono le moderne tecnologie e i termini inglesi piuttosto che a una vecchia signora quale io sono. Tuttavia devo ammettere che la storia mi è piaciuta, intanto perché nonostante la non più verde età ancora sono capace di volare con la fantasia, e poi perché è ambientata in Italia, in un luogo ben preciso, Scauri e dintorni, posti che evidentemente l’autore ama moltissimo, e con dei protagonisti che portano nomi italiani facili da rammentare… e da non confondere come a volte mi accade coi romanzi di autori stranieri. Anzi devo confessare che sono andata a cercare sull’atlante geografico i luoghi che Artone nomina e che non conoscevo ritrovandoli con molto piacere sulla cartina, ho fatto una ricerca anche su internet per recuperare delle immagini… e mi è venuta persino voglia di farci una puntatina come turista…
Da ragazza ho letto diversi libri di fantascienza, il mio fidanzato, e poi marito, ne era appassionato e mi aveva trasmesso la sua passione. In seguito mi sono orientata verso generi diversi, e dunque all’inizio ho fatto un po’ di fatica ad entrare nell’ottica del racconto, sebbene l’autore scriva in modo chiaro, scorrevole e accurato. Ma poi la curiosità di scoprire dove saremmo andati a parare, curiosità che Artone è bravo a tener viva, mi ha incitata ad andare avanti, a prender gusto nella lettura ed ad arrivare alla fine con la consapevolezza di aver letto qualcosa di gradevole e particolare.



Non voglio dire troppo sul contenuto per non privare l’eventuale lettore del gusto della sorpresa. Basti dire che l’argomento di fondo, sempre affascinante, è questo: gli alieni sono tra noi? E quando sono arrivati sulla terra? Forse in epoche remotissime per cui tanti degli avvenimenti, antichi e più recenti, della nostra storia sono da attribuire alla loro presenza e alla civiltà estremamente più avanzata della nostra di cui erano portatori? E quale era, ed è, il loro intento? Quello di mescolarsi agli umani per dar vita a una nuova razza ibridata, oppure di sostituirsi a noi per conquistare unici e soli il nostro mondo? Questa teoria salta fuori attraverso le vicende che vivono i due giovani protagonisti, Roberto ed Alfredo, due fratelli ragazzini assai simpatici, figli di uno scienziato che in un tempo futuro riconducibile a fra circa cinquant’anni, permette loro di intraprendere un viaggio nel tempo, tramite una sofisticata macchina, che li porterà a percorrere varie epoche della nostra storia alla ricerca di notizie e di “qualcosa” che dovrebbe servire a salvare il mondo (e non posso dire di più), con le inevitabili complicazioni che ogni viaggio nel tempo porta con sé, in un continuo andirivieni tra il tempo passato e quello presente e con le imprevedibili sorprese finali quando si giunge alle spiegazioni che tuttavia lasciano la porta aperta a dubbi o magari a futuri sviluppi.
Si intravede dietro il lavoro di Artone, ovviamente di fantasia, un grosso lavoro di ricerca geografica, storica e scientifica, che spazia dalla chimica all’astronomia passando attraverso le antiche lingue. E già questo aspetto dà valore al romanzo che è una lettura adatta soprattutto agli estimatori del genere.

venerdì 11 ottobre 2013

il Ponte delle Parole

Pino De Renzi, su Alfonso Artone

Quando, come e dove un uomo, anzi un ragazzo sempre sorridente come lo è Alfonso Artone, DIVIENE scrittore?
Quando pubblica il suo primo racconto? O il suo primo libro? Quando è pubblicato da un GRANDE editore?? Quando ha finalmente successo? O quando viene 'riconosciuto' come tale dalla 'società' ?
Quando, precisamente, Alfonso ha potuto fregiarsi del titolo degli dèi? Degli dèi, certo, perché l'uso della parola non è per tutti.
C'è chi per esempio le parole le spreca.
C'è per esempio chi, non sapendo che sentimenti esprimere oltre alla facile detrazione e alla discussione razzolante delle galline che beccano l'aia, usa le parole non per esprimere meraviglia davanti ad un libro che nasce ma solamente - sola mente - distacco e sufficienza.
Se la sono davvero mai posta costoro, vostro Onore, la domanda fondamentale di questo processo alle intenzioni?
Quando, un uomo si 'sente' Scrittore?
Io lo conosco, quel momento. Lo conosco benissimo.
Ci si sente scrittori quando in un momento preciso della vita si comprende che ciò che scriveremo noi non lo scriverà mai nessuno. O lo scriviamo noi, quel racconto, quel libro, quel verso, o non lo farà mai più nessuno.
Uno scrittore è un ponte sull'eternità, direbbe Richard Bach: è un 'qualcuno' che si prende l'onere di costruire e raccontare le storie di altri e per gli altri.
Il primo romanzo che ho letto di Alfonso era un ponte sulla morale, sull'amore e sulla coscienza. Il suo secondo libro di fantascienza è un ponte sul tempo e so, ma non rivelo ancora nulla, che Alfonso sta scrivendo e costruendo un altro ponte tra padrI e figli, tra nonni e nipoti, tra genti diverse eppure simili.
Per poter costruire un ponte, però, bisogna avere ben chiaro le sponde che si vuole unire. Bisogna avere un'idea, un progetto, un sogno.
Ecco: è questo il momento in cui uno comincia a sentirsi scrittore. Quando capisce che le sue parole non sono più solo proprie ma di tutti.
Poco importa se le scrivi nel sottosuolo come Dostojevski o se le pubblichi in e-book a 50 centesimi. Poco importa se le pubblicizzi da te o se le affidi alla corrente di un fiume.
A me interessa che le parole non siano sprecate e che si sia avuto il (bi)sogno di scriverle. Non importa quanto sia venduto un libro. Non importa quanto sia 'riuscito'. Importa che tu abbia avuto il coraggio di pensarle e di donarle agli altri. Anzi, di restituirle, visto che le parole, come la vita, non sono del tutto nostre.
Io credo che Alfonso quelle parole le abbia sentite dettate dentro di sé. Ed è da quel preciso momento che Alfonso può dirsi scrittore.


i Libri di Alfonso Artone


giovedì 10 ottobre 2013

Ken Follett: il Pianeta dei Bruchi



 Commento

Sono un fan sfegatato di Follett ma ..

Quando nella quarta di copertina avevo letto le definizioni "insolito" e "godibilissimo" avevo subito intuito che qualcosa non andava: forse il povero recensore si stava arrampicando sugli specchi per invitare ad acquistare un thriller che thriller non era?
I miei peggiori timori, si sono trasformati, aimè, in realtà: il libro non è assolutamente all'altezza degli altri libri di Follet.
Ma come mai?
A mio personalissimo parere, ritengo che l'idea di Follet fosse di scrivere qualcosa di diverso. Forse una storia per ragazzi, che poi ha "aggiustato" (malamente) su consiglio dell'editore per renderla fruibile ad un pubblico adulto: il "suo" pubblico.
Sarà così?
In ogni caso, un ottimo libro per ragazzi. Ma non per il pubblico Follettiano, abituato a ben altro.


Trama

I gemelli Price e il cugino Barile si stanno godendo finalmente il sole e il mare delle vacanze, quando nella loro vita irrompe un parente di cui nessuno ha mai sentito parlare: è lo zio Grigorian, così strampalato da sembrare quasi di un altro pianeta. E in effetti lo zio è in realtà un alieno in missione, deciso a portare i tre ragazzi sul Pianeta dei Bruchi, dove li attende un compito molto importante.